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11/11/2009 - TURISMO NATURA BOOM, PIU' DI 10 MLD IL FATTURATO
   


Le previsioni presentate nel corso della 19a edizione di Ecotur.

Chieti, 25 ottobre – Vanno in vacanza per un weekend, sono in piena attività lavorativa, preferiscono i parchi d’Abruzzo, del Gran Paradiso, delle Cinque Terre e dell’Etna. E soprattutto, crescono di numero. Sono i turisti-natura, una categoria che le stime continuano a dare in crescita a dispetto del calo del turismo tradizionale, e questo identikit emerge dall’anteprima nazionale del Rapporto sul Turismo Natura, presentato a Ecotur – Borsa internazionale del Turismo Natura in corso a Chieti Scalo. Le cifre, analizzate dal centro studi permanente Ecotur di cui fanno parte l’Enit, l’Istat, l’Università dell’Aquila e la Regione Abruzzo, dicono che il brusco rallentamento del tasso di crescita del turismo internazionale, registrato del 2008 e ancor più nell’anno in corso, non interessa il turismo natura.
Secondo i primi dati sul 2008 e sulle tendenze 2009, presentati in anteprima nazionale a Ecotur – Borsa internazionale del turismo natura in corso a Chieti Scalo, il turismo natura registra infatti un ulteriore passo avanti: i dati relativi al 2008 dicono che le presenze totali negli esercizi ufficiali delle aree protette sono state 97.809.224 con un incremento rispetto all’anno precedente dell’1,97%, mentre il fatturato è salito a 10,515 miliardi facendo registrare un incremento del 6,28%. Una crescita che assume un valore ulteriore se paragonata con la tendenza generale del turismo italiano, e in linea con le stime dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, che ha registrato per il turismo natura una crescita tre volte superiore a quella dell’intera industria turistica. Il trend non dovrebbe arrestarsi: per il 2012 il Travel Weekly prevede per il settore dell’ecoturismo un valore di circa 473 miliardi di dollari, con un peso pari al 25 per cento dell’intera industria turistica mondiale.
L’indagine ha evidenziato inoltre diverse indicazioni, significative di un fenomeno, quello del turismo-natura, che non solo non conosce flessioni, ma il cui trend è in costante e continua crescita come dimostrato dalle indicazioni del WTO.
A fare da «calamita» per i turisti sono soprattutto i segmenti “parchi-aree protette”, “montagna” “agriturismo” e “turismo rurale”. I turisti, secondo l’indagine, cercano soprattutto il contatto con la natura (38% delle indicazioni), ma anche relax e tranquillità (13,7%), le tradizioni culturali, folcloristiche ed enogastronomiche (12,6%), la possibilità di avere prezzi più bassi rispetto alle altre tipologie di turismo (10,3%) e, infine, sport e attività all’aria aperta (9,9). Con riferimento a quest’ultima motivazione il turista sceglie in ordine: il trekking, l’escursionismo, il bird-watching, il cicloturismo, l’equitazione e lo sci di fondo.
Dai dati si evince inoltre come tutti possano godere di questa tipologia di turismo, dai bambini alle persone non più giovanissime. La fascia di età che più lo richiede è quella dei “31-60 anni” con il 54,5%, seguita a distanza dalla fascia “oltre 60 anni” con il 23,2%, dai “16-30 anni” con il 19,8% e da ultimo la fascia “fino a 15 anni” con il 2,5%. Quanto alle tipologie dei frequentatori, invece, emerge che il prodotto viene richiesto dalle “famiglie” per il 22,7%, dalle “gite scolastiche” per 20%, dalla tipologia “in coppia” per il 19,9% e, infine, dai “singoli” per il 10,3%.
Per quanto concerne le strutture utilizzate, gli “alberghi e le pensioni” rappresentano la soluzione preferita con il 24,1%. C’è da precisare tuttavia che il dato, in netta diminuzione rispetto alla precedente rilevazione, rappresenta il valore più basso mai fatto registrare, segno evidente di una diversa e alternativa scelta praticata dal turista. In crescita si presentano, infatti, sia i “B&B” che raggiungono il 21,2%, che gli “agriturismi” con il 20,7%. In continua ed evidente diminuzione anche gli “appartamenti/case private” che fanno registrare l’11,6% delle preferenze, Seguono i “campeggi” con l’8,2% e i “camper” che confermano grosso modo i valori dello scorso anno (6% circa). La componente ricettiva “altro”, che comprende le foresterie, i rifugi, i bivacchi, gli ostelli, le case scout, i convitti, i centri didattici, fa registrare un valore pari al 7,9%, sostanzialmente stabile rispetto alle precedenti rilevazioni. Relativamente alla durata del pernottamento, occorre distinguere che si tratti di parco regionale o nazionale, essendo molto evidente la difformità. Nei primi, infatti, risulta molto diffuso (49,3%) il “senza pernottamento”, nei secondi, visitati da turisti che spesso provengono da altre regioni, è proprio la provenienza a determinate la sosta. In questo caso la categoria temporale costituita da “un giorno” fa registrare il 17,6%, quella dei “weekend” il 19,9%, i “tre giorni” il 6.9%, “una settimana” il 7,8% e “più di una settimana” il 6,8%. La provenienza dei turista-natura è in misura prevalente regionale (41,3%), ma in diminuzione rispetto a qualche anno fa. Risultano, infatti, in aumento sia quella nazionale (38,6%) che quella europea (16,3%) e mondiale (3.8%).
Secondo i tour operator internazionali, il Parco Nazionale d’Abruzzo è il parco più richiesto dal turista quando domanda in maniera specifica il “prodotto parchi”. Non sono da meno il Parco Nazionale del Gran Paradiso e quello delle Cinque Terre. Tra i parchi regionali svetta quello dell’Etna.
Positiva, infine, si presenta l’analisi previsionale per il 2009 e ancor più per il 2010. Secondo i gestori dei parchi e aree protette, investiti dell’indagine, il 52,9% degli intervistati prevede per quest’anno un aumento dei flussi turistici, il 29,4% è per una certa stabilità e solo il17,7% prevede una diminuzione. Per il prossimo anno, invece, il 56,2% si aspetta un aumento, mentre la restante parte (43,8%) è per una stabilità dei flussi, senza alcune che ne preveda una diminuzione


“E' la dimostrazione, dichiara Enzo Giammarino, Presidente di Ecotur, che sta prendendo piede in Italia un tipo di turismo non convenzionale, orientato verso nuove esperienze e capace di offrire emozioni diverse. La natura, il folclore, l'enogastronomia, la cucina regionale e le tradizioni di cui si caratterizza il nostro territorio, rappresentano un patrimonio che fortunatamente viene riscoperto e valorizzato”.

 

 



   

 

 

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