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06/05/2010 - TURISMO NATURA, NEL 2009 +100 MILA PRESENZE
   


Chieti, 26 aprile – La crisi economica e la contrazione della domanda turistica non fermano l’ascesa del turismo natura. Il 2009 infatti si è chiuso con 99,1 milioni di presenze, oltre 100 mila in più rispetto al 2008, e un fatturato arrivato a 10,7 miliardi di euro (era di 10,5 nel 2008). Sono i dati principali emersi questa mattina nella presentazione nazionale del Rapporto Ecotur sul turismo natura, elaborato da Istat, Enit, Università dell’Aquila e Regione Abruzzo nell’ambito della ventesima edizione di Ecotur, borsa internazionale dedicata al turismo «verdeblu» che oggi si chiude a Chieti. Secondo le stime dell’ottavo Rapporto Ecotur – illustrate dal docente di economia dell’ateneo aquilano Tommaso Paolini alla presenza del direttore generale dell’Enit Paolo Rubini, del presidente di Ecotur Enzo Giammarino e dei dirigenti dei principali parchi italiani – emerge che il trend di crescita del turismo natura non si arresta neppure nell’anno nero del settore. L’aumento viene percepito con forza dal 60 per cento dei tour operator, anche in ragione del boom degli ultimi anni. Nel 2006 infatti le presenze totali negli esercizi ricettivi ufficiali delle aree protette erano di poco superiori a 94 milioni e il fatturato era di 9,8 miliardi di euro. Un incremento consistente, raggiungo in pochi anni e segnato da un pool di parchi nazionali che fungono da traino per l’intero settore: secondo i tour operator italiani infatti i parchi più richiesti sono, nell’ordine, Abruzzo (21 per cento), Gran Paradiso (18 per cento), Cinque Terre (16 per cento), Stelvio (14 per cento), Foreste Casentinesi (13 per cento), Maiella (11 per cento) e il parco regionale dell’Etna (11 per cento), il primo – quest’ultimo – fra i parchi regionali.
Le attività preferite dai turisti natura sono quelle sportive (46,4 per cento), il relax (21,3 per cento), l’enogastronomia (15,2 per cento) e la riscoperta delle tradizioni (12,7 per cento), mentre fra le attività più in voga ci sono l’escursionismo, il trekking e la mountain bike.
Quanto al sistema ricettivo, le strutture alberghiere restano la soluzione preferita (23,7 per cento), in leggero calo rispetto al 2008, mentre crescono gli agriturismi (dal 20,7 al 21,5 per cento) e restano stabili i B&B (21,6 per cento). In calo il ricorso alle case private (ormai sotto l’11 per cento) ed ai camping (7,7 per cento), stabili i camper (5,5 per cento). I tempi di permanenza sono prevalentemente di 1 e 2 giorni, quota che aumenta considerevolmente se si analizzano i soli parchi nazionali.
Fra gli aspetti più rilevanti dell’ottavo Rapporto c’è la mutazione della provenienza dei turisti: se nel 2005 oltre il 55 per cento era di provenienza regionale e appena il 31 per cento da altre regioni, oggi le due quote sono quasi appaiate (41 per cento la prima, 40 per cento la seconda), con una crescita delle provenienze internazionali arrivate nel 2009 al 13 per cento.
Per il terzo anno consecutivo poi il Rapporto Ecotur analizza anche il turismo nei Comuni del club Anci de «I Borghi più belli d’Italia». Il 2009 è stato un anno di forte crescita, con un fatturato che sfiora ormai il miliardo di euro (era di 681,5 milioni nel 2007, nel 2009 è d 988,6 milioni) con un indice di internazionalizzazione che ormai si avvicina a quello del turismo natura (34,4 contro 37,4). Nei Borghi più belli d’Italia la composizione del fatturato è equilibrato: il 58 per cento arriva da turisti italiani, il 42 per cento da stranieri.
«Siamo di fronte ad un settore che ha le potenzialità per rappresentare un reale antidoto alla disoccupazione» ha sottolineato Paolo Rubini, direttore generale dell’Enit – Agenzia italiana del turismo. «Per i Borghi più belli d’Italia la crescita è consistente ed è avvenuta anche grazie alla presenza ad Ecotur» ha aggiunto Umberto Forte, direttore del club Anci dei Borghi più Belli d’Italia.
«Cresce il turismo natura perché si è ampliato il target e perché cresce la voglia di una vacanza autentica» ha spiegato Enzo Giammarino, presidente e fondatore di Ecotur, «da venti anni ormai assistiamo a questo mutamento che sta impreziosendo l’offerta turistica italiana e trasformato il turismo natura da sensibilità di pochi a prodotto turistico definito e quotabile sul mercato».

 

 



   

 

 

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