| Sintesi del 4 ° sul Rapporto Turismo Natura |
Turismo Natura da record |
| I DATI SALIENTI DEL 2005 |
Cresce il turismo-natura. Secondo la Conservation International, l’Associazione americana per la conservazione del patrimonio naturalistico del pianeta, ogni anno un turista su cinque sceglie un viaggio-natura con un incremento annuo che varia dal 10% al 30%, a seconda delle aree geografiche.
Le presenze nei parchi naturali e nelle aree protette italiane, nel 2005, sono aumentati di circa 800 mila unità facendo registrare oltre 76 milioni di presenze per un fatturato complessivo di 8,14 miliardi di euro in
aumento rispetto all’anno precedente del 12,7%, laddove l’incremento generale del turismo nazionale non ha superato il 2%. È quanto emerge dal 4° Rapporto Ecotur sul Turismo Natura presentato alla stampa e alle massime autorità del turismo italiano a Montesilvano (PE) in concomitanza con la Conferenza Nazionale sul Turismo.
“È la dimostrazione, ha detto Enzo Giammarino, presidente della Società “IN Fiera srl”, promotrice del Rapporto, redatto dall’Osservatorio Permanente costituito in ambito Ecotur, che la richiesta oggi predominante è quella di un turismo fuori dagli schemi, non convenzionale, orientato verso paesi e zone rurali ad alto valore ambientale e paesaggistico, lontane dalle grandi direttrici del traffico internazionale, dove il coinvolgimento della popolazione locale nella fornitura di beni e servizi è sempre maggiore”.
Dal Rapporto emerge che la domanda individuale e quella intermediata internazionale risultano influenzate dai parchi e dalla natura italiana. Ne è un esempio il mercato americano per il quale il turismo-natura è parte assolutamente inscindibile dal pacchetto Italia, tanto che sono ben 34 i T.O. americani, tra i più importanti, che trattano nei loro cataloghi il prodotto “Parchi e Natura” con un’offerta che interessa praticamente tutte le regioni italiane.
Tra le varie tipologie di turismo-natura, il Rapporto passa in esame, tra gli altri, il birdwatching, il wolf houling, il leaf-watching, il trekking, l’ippoturismo, il cicloturismo, le greenway, nonché l’agriturismo, i cui dati destano sempre più interesse. Il numero delle aziende agrituristiche autorizzate alla fine del 2005 era pari a 14.719, con un incremento dell’8,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli arrivi sono
aumentati del 2,5%, ma soggiorni più brevi hanno portato ad una diminuzione del numero dei pernottamenti (-3,5%). Il fatturato complessivo del settore è calato dell’1,6% rispetto al 2004 (806,2 milioni di euro).
Per quanto concerne in generale la distribuzione dei turisti natura nelle strutture ricettive, gli alberghi e le pensioni rappresentano ancora la soluzione preferita (30,1% nel 2005), anche se in diminuzione rispetto agli anni precedenti (34,1% nel 2004, 42,3% nel 2003, 48,2% nel 2002). Seguono ad una certa distanza appartamenti/case private (21,6%), agriturismi (14,7%) B&B (11,5%), foresterie, rifugi, bivacchi, ostelli, centri didattici, ecc. fanno registrare, tutti insieme, il 10,8, in aumento di quasi un punto rispetto al valore fatto registrare nel 2004, i campeggi e i camper (5,7%).
Relativamente alle attività, l’escursionismo presenta l’indice di gradimento più alto (35,9%), in diminuzione però rispetto al valore (42,5%) fatto registrare nel 2004.
Seguono quelle sportive (29,4%), con il trekking in cima alla lista delle preferenze, seguito dal mountain bike, il birdwatching, lo sci, l’equitazione e il climbing. Tra le motivazioni che spingono i turisti a scegliere una vacanza a contatto con la natura, dopo l’escursionismo e la pratica di attività sportive, troviamo il relax (11,7%), la riscoperta delle antiche tradizioni (8,9%), l’enogastronomia (8,8%) e, infine, con il 5,3% la storia, la cultura, i musei naturalistici, ecc.
Quanto alle fasce di età, il turista ecoambientale appartiene alla classe di età “fino a 30 anni” per il 42,8%, alla classe di età intermedia “30-60 anni” per il 40,2% e alla classe di età “over 60 anni” per il 17%. In riferimento al livello d’istruzione, il 25,1% è in possesso della laurea, il 45,3% del diploma di scuola media superiore e il 29,6% del diploma di scuola media inferiore. Circa il tempo di permanenza, l’analisi rileva che il “senza pernottamento” costituisce la categoria temporale più frequente, scelta dal 31,5% degli interpellati, ma in questo caso si deve parlare di escursionisti, che non vengono rilevati nella quantificazione del dato economico, seguita da “un giorno” con il 28,8%, dal “weekend” con il 15%, da “una settimana” con il 9,9%, dai “tre giorni” con il 9,2%, dal “più di una settimana” con il 3,4% e da altre categorie con il 2,2%.
L’analisi riferita alla richiesta dei parchi, mette in evidenza che le preferenze maggiori vanno, in ordine, al Parco Nazionale d’Abruzzo e al Parco Nazionale del Gran Paradiso, i due parchi storici italiani, seguiti da quelli del Cilento, dei Monti Sibillini, delle Cinque Terre, dello Stelvio, delle Dolomiti, del Gran Sasso, del
Pollino, della Majella, del Gargano, del Circeo, della Val Grande, della Sila e delle Foreste Casentinesi. Tra i Parchi Regionali, invece, ai primi posti troviamo quello dell’Etna, delle Alpi Marittime e quello fluviale del Po.
Il Rapporto è stato illustrato dal Prof. Tommaso Paolini, dell’Università dell’Aquila, Corso di Laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici di Sulmona, coordinatore scientifico della ricerca, unitamente all’ENIT Agenzia Nazionale del Turismo, all’Istat, alla Regione Abruzzo e alla Fondazione Abruzzo Europa “A. Spinelli”. “Questo Rapporto, ha detto infine Giammarino, l’unico strutturato, molto più articolato rispetto ai precedenti e con una sezione completamente nuova che riguarda la legislazione vigente in materia, è un contributo alla comprensione delle metodologie per lo studio delle dinamiche che presiedono allo sviluppo del nostro sistema turistico, è strumento di analisi, su base annuale, dei valori di questa forma di turismo, sempre più scelta e praticata da milioni di cittadini, che contribuisce in maniera positiva a preservare, sostenere e sviluppare l’economia delle destinazioni natura”.
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